Ieri mattina si è tenuta la conferenza stampa congiunta dell’Unione Sindacale di Base (USB) e di alcuni soggetti, tra cui Barikada APS, che hanno dato vita al collettivo “Trieste per la Palestina (TpP)”.
Il collettivo TpP ha aderito all’appello lanciato nei giorni scorsi dal Global Movement to Gaza FVG ed è nato per integrare – da terra – la missione degli equipaggi della Global Sumud Flotilla (GSF), una flotta internazionale di attivisti, in gran parte europei, che salpando dai porti di Barcellona, Tunisi, Genova e Sicilia si dirige verso Gaza. Si tratta della più grande missione marittima civile mai organizzata. Il termine “Sumud” significa resistenza, resilienza e perseveranza.
Tra i partecipanti c’è anche il CALP (Comitato Autonomo Lavoratori Portuali) di Genova, attivo già da anni nel bloccare il trasporto di armamenti nei porti in collaborazione con una rete di porti a livello mondiale e che ha scelto di essere a bordo delle barche come segno concreto di solidarietà internazionale con il popolo palestinese.
Durante la conferenza stampa il collettivo TpP ha denunciato lo sterminio sistematico del popolo palestinese da parte di Israele, mettendo in evidenza come, di fronte a tali politiche criminali, i governi occidentali – tra cui quello italiano – non abbiano condannato o disposto sanzioni verso Israele.
Secondo TpP la spiegazione va ricercata nella profonda complicità di Stati, istituzioni e imprese occidentali con il governo, le istituzioni e le imprese dello Stato sionista di Israele.
Complicità che dura da molto tempo.
Con la complicità dell’Occidente il regime israeliano ha praticato indisturbato negli anni l’apartheid e si è appropriato illegalmente delle terre palestinesi. Ora attraverso l’isolamento e l’assedio navale Israele vuole sbarazzarsi dei palestinesi mediante la pianificazione del genocidio, attuato con le armi e con la morte per fame , con deportazioni di massa del popolo palestinese lontano dalla sua terra, consapevole della impunità che gli viene garantita dagli USA e da quasi tutti i paesi europei che fanno affari con loro .
L’obiettivo della GSF è quindi soprattutto un obiettivo politico oltre che umanitario: rompere l’assedio navale di Gaza, fare cioè quello che avrebbero dovuto fare i governi delle cosiddette “democrazie” occidentali, se valessero ancora lo stato di diritto e il rispetto dei valori costituzionali.
E invece questi stessi governi devono vedere che nel cuore dell’Occidente sta nascendo un movimento rappresentativo della volontà popolare che rompe il sentimento d’impotenza istillato ad hoc come un veleno e si richiama ai valori della solidarietà internazionale tra i popoli.
La GSF è una vera minaccia per gli interessi delle oligarchie mondiali!
Solo così si spiega perché nessuno stato abbia attuato misure per garantire la sicurezza e l’incolumità degli attivisti a bordo delle navi, in quanto cittadini di quegli Stati. Tra l’8 e il 9 settembre la GSF è stata oggetto di due attacchi con droni, che hanno lanciato ordigni incendiari contro due barche mentre queste erano ormeggiate a Tunisi. Gli equipaggi sono rimasti fortrunatamente illesi, ma la paura è stata grande.
Eppure, la GSF ha deciso di andare avanti, non si lascia intimorire, andrà avanti perché proseguire questa missione internazionale significa dare l’unico barlume di speranza al popolo palestinese.
Il collettivo sosterrà da terra la missione internazionale con tutti i mezzi a sua disposizione e compatibilmente con le sue possibilità. Dall’embargo delle merci verso Israele al boicottaggio dei prodotti israeliani per arrivare al blocco di porti e dell’intero paese se diventerà necessario.
Nessuno tocchi la Global Sumud Flotilla!
Tutti i cittadini, i lavoratori, gli iscritti a sindacati e associazioni di volontariato del territorio triestino sono invitati a partecipare con noi in questa lotta.
Diventiamo l’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla!
Le prossime azioni:
Trieste, 15 settembre ore 12: presidio al Varco 4 del porto di Trieste, in sostegno ai portuali che bloccheranno una nave diretta a Haifa

